ChatGPT, Bing, Twitch e Flash Invaders: quattro sistemi del 2023 e cosa ne è stato

Mar 3, 2023 | Podcast | 0 commenti

Nuovo episodio di “Gems 💎”. Cos’è? Un episodio in cui io e Marco ci scambiamo link, giochi, app, articoli o qualunque altro contenuto trovato in rete attinente alla Gamification o a discipline correlate.

 

🎧 Ascolta l’episodio

dalla tua app preferita

Gemme della puntata:

00:00 Introduzione e saluti
02:00 Come usare ChatGPT per generare idee sulle meccaniche di gioco
05:00 Gamification Bing
05:00 Gamification Twitch
06:00 Esplorare il mondo collezionando FlashInvaders

🔗 LINK PUNTATA
ChatGPT – https://chat.openai.com 
Bing – https://www.microsoft.com/it-it/rewards 
Twitch – https://www.twitch.tv 
FlashInvaders – https://www.space-invaders.com/flashinvaders/ 

 

Riassunto puntata (generato con AI)

Questa puntata è del 3 marzo 2023, e la data conta più del solito. Undici giorni dopo sarebbe uscito GPT-4, Bing aveva aperto da tre settimane la sua chat con l’intelligenza artificiale e ci si entrava solo da una lista d’attesa. Marco ed Edoardo si scambiano quattro gemme: due sull’AI, arrivate senza accordarsi, e due su sistemi che con l’AI non c’entrano niente.

Riascoltarla oggi serve a poco se la si prende come una fotografia di com’era il 2023. Serve molto, invece, per una cosa che in diretta non si poteva sapere: cosa è successo dopo a ognuno di quei quattro sistemi. In un caso è successo parecchio, e riguarda un’osservazione buttata lì da Edoardo in mezza frase.

Diverse meccaniche che trovi qui sotto corrispondono a una carta delle Playable Cards, il nostro mazzo di meccaniche di gioco: te le segnalo tra parentesi, accanto a ognuna.

Il formato, e una coincidenza che i due notano in diretta

Le Gems sono il formato in cui Marco ed Edoardo si scambiano cose trovate in rete, senza sapere in anticipo cosa porterà l’altro. È una regola che si sono dati e che in questa puntata produce un effetto interessante: entrambi arrivano con una gemma sull’intelligenza artificiale.

Edoardo lo dice esplicitamente: “era abbastanza scontato che sia io sia lui saremmo arrivati a parlare di qualcosa di intelligenza artificiale, visto che in questi tre mesi sembra che internet non parli d’altro”. Non è un filo conduttore costruito a tavolino, è la cronaca di cosa occupava la testa di due progettisti nel marzo del 2023. Le altre due gemme, infatti, vanno da tutt’altra parte.

È lo stesso fenomeno che si è ripetuto anni dopo in un’altra puntata Gems, dove i due hanno portato lo stesso identico prodotto senza essersi detti niente.

Prima gemma, Marco: ChatGPT come tavolo da lavoro, non come oracolo

Marco apre mostrando due conversazioni con ChatGPT. Non chiede “progettami un gioco”: costruisce due richieste molto vincolate, e la parte interessante è proprio quali vincoli sceglie.

Nella prima chiede una scala di livelli (#52 Livello Utente) con i punti necessari per salire (#110 Punti Esperienza), specificando tre cose: chi sono i giocatori (turisti che esplorano Roma), che i nomi dei livelli devono ispirarsi alla storia romana (#72 Storytelling) e che devono avere un rango crescente (#71 Status). Quest’ultimo vincolo è quello che Marco sottolinea di più: “non è che mi metti il contadino al livello finale e l’imperatore al primo”.

Il risultato è una scala da novizio a Cesare. Marco però nota una cosa che il modello ha fatto senza che gliela chiedesse: la curva dei punti non è lineare. Servono 100 punti per il primo salto e mille per l’ultimo. In puntata lo commenta come una scelta da progettista, perché distanziare i livelli man mano che si sale è il modo di tenere alta la difficoltà invece di lasciarla scivolare via.

La seconda richiesta è la più istruttiva, per un motivo che in puntata non viene detto. Marco chiede idee di ricompensa per studenti di storia, e nel prompt elenca le categorie che vuole: premi di accesso, di status, di potere, oggetti fisici e ricompense emotive. Sono esattamente le cinque carte verdi del mazzo: #81 Premio di Accesso, #83 Premio di Status, #82 Premio di Potere, #84 Premio Tangibile e #85 Premio Emotivo. Non sta chiedendo al modello di inventare una tassonomia, gli sta passando la propria e gli sta chiedendo di riempirla.

Quello che torna indietro sta in piedi: l’accesso alla biblioteca storica della scuola, il titolo di “storico della settimana”, il ruolo di curatore con la responsabilità di aggiornare una bacheca e il diritto di scegliere il prossimo argomento di studio, certificati e libri, e infine il riconoscimento pubblico in classe o nella newsletter della scuola (#86 Occasione di Vanto). Se il tema ti interessa, la nostra guida alle ricompense è il posto dove sono spiegate una per una.

La chiusura di Marco è la parte che vale ancora: “questo non è un punto di arrivo ma è un punto di inizio”, perché un progetto di gamification si parte dagli obiettivi e non dalle meccaniche. È un principio che ripetiamo spesso e che qui trova la sua prova pratica: il modello riempie bene una struttura, ma la struttura gliel’ha data un progettista.

Cosa è successo dopo

Il modo di scrivere i prompt che Marco mostra qui (assegnare un ruolo, dare il contesto, imporre i vincoli, chiedere un formato) nel 2023 era una scoperta da condividere in un podcast. Oggi è la prassi, ed è finito nei manuali di chiunque lavori con questi strumenti.

Cambiato invece il resto: ChatGPT a marzo 2023 girava su GPT-3.5 e, come nota Edoardo poco dopo, era “scollegato dal web”. GPT-4 è uscito il 14 marzo 2023, undici giorni dopo questa registrazione, e la navigazione è arrivata nei mesi successivi. La conversazione che senti è di una settimana molto precisa.

Una precisazione utile per chi arriva qui cercando come si fanno giochi con l’AI: questa puntata parla di usare il modello per ragionare su meccaniche già durante il brainstorming. Della cosa diversa, cioè costruire davvero un gioco funzionante facendoselo programmare, abbiamo parlato in la sfida di vibe coding, che è il posto giusto se cerchi quello.

Seconda gemma, Edoardo: Bing era un motore di ricerca gamificato, e quasi nessuno lo sapeva

Edoardo arriva alla sua gemma passando dall’AI, ma la sua gemma non è l’AI. È quello che ha trovato mentre cercava di provare la chat di Bing.

Il passaggio è già di per sé una meccanica, anche se in puntata non viene chiamata così. Per entrare nella beta c’era una lista d’attesa, e Microsoft faceva salire in classifica chi installava Edge come browser predefinito, metteva Bing come motore di ricerca e scaricava l’app mobile. Edoardo lo racconta come un fatto suo: “mi hanno invitato a scaricare il browser anche sull’Android, quindi ho riscaricato il browser sia su Android sia sul computer”. È una #126 Scorciatoia in piena regola, con il posto in fila come prezzo.

Arrivato dentro, la sorpresa è un’altra: “mi è comparsa una casellina che mi diceva che ogni ricerca che faccio raccolgo dei punti”. Bing è collegato a Microsoft Rewards, e il sistema è costruito bene. Ci sono missioni giornaliere (#55 Missioni, e ne abbiamo una guida dedicata), singole ricerche da fare che valgono qualche punto (#89 Micro Missioni), quiz a risposta multipla (#65 Quiz) e punti che si accumulano (#64 Punti) e che funzionano come una valuta da spendere (#79 Moneta Virtuale).

Mentre lo mostra in diretta, Edoardo inciampa nella meccanica che tiene insieme tutto: “ho trovato anche già la serie”. È una #133 Serie di Vittorie, la stessa che regge Duolingo: più giorni di fila completi le missioni, più in fretta sblocchi i premi. Ne abbiamo scritto una guida, perché è una delle meccaniche più usate e più fraintese.

Il dettaglio progettuale più raffinato è nei quiz. Se sbagli, il sistema non si limita a dirtelo: ti mostra la ricerca che ti avrebbe dato la risposta giusta, con le domande da una parte e il motore di ricerca dall’altra (#40 Feedback Loop). Come dice Edoardo, “sono tutti dei sistemi che non sono fini a se stessi”: ogni punto guadagnato è un minuto passato a imparare a usare meglio il prodotto.

I punti si riscattano in buoni digitali dentro l’ecosistema Microsoft e fuori, cioè nella stessa categoria di premio tangibile che ChatGPT aveva proposto per la scuola. Ma la cosa che colpisce di più Edoardo è un’altra: si possono destinare a un ente benefico, anche in automatico. È la carta #50 Humanity Hero, cioè quando le tue azioni dentro il sistema migliorano qualcosa fuori. In puntata i due si ricordano di averne parlato il mese prima, e se vuoi vedere quella meccanica portata alle sue conseguenze c’è la puntata su come funzionano i giochi che fanno del bene.

Cosa è successo dopo

Tre cose, tutte e tre verificabili.

La lista d’attesa è durata poco: Microsoft l’ha tolta e ha aperto la chat a tutti il 4 maggio 2023, due mesi dopo questa puntata. La leva che aveva convinto Edoardo a cambiare browser è stata smontata appena ha finito il suo lavoro.

Il nome è sparito. Il 15 novembre 2023 Microsoft ha ribattezzato Bing Chat in Copilot, e oggi il prodotto di cui si parla in questa puntata non si chiama più così.

Microsoft Rewards, invece, è sopravvissuto a entrambe le cose ed è ancora attivo nel 2026, con la struttura dei livelli che è stata rivista. La donazione agli enti benefici funziona ancora, passa dalla piattaforma Benevity e in Italia è disponibile. Detto in modo diretto: l’AI che nel 2023 sembrava la notizia ha cambiato nome in nove mesi, il programma a punti costruito attorno alle ricerche è ancora lì.

Se ti interessa come Microsoft usa il gioco nei suoi prodotti, la puntata dedicata è questa.

Terza gemma, Marco: Twitch, dove lo spettatore non sta a guardare

Marco cambia completamente campo e porta Twitch, la piattaforma di dirette acquisita da Amazon. Parte dal modello economico, che serve a capire tutto il resto: Twitch guadagna dalla pubblicità, ma soprattutto dagli abbonamenti ai canali e dalle donazioni, e una quota va al creatore.

Attorno a quel meccanismo c’è una quantità di meccaniche di gioco che Marco elenca una per una.

Chi si abbona ottiene stemmi che dicono da quanti mesi lo è (#1 Distintivo, e trovi la guida ai badge se vuoi capire quando funzionano e quando no). Accumula punti guardando minuti di diretta, quindi punti che maturano col tempo passato lì dentro (#104 Punti Temporali). Sblocca emoji esclusive di quel canale, utilizzabili in chat (#77 Beni Virtuali). E può regalare un abbonamento a un altro spettatore: Marco la chiama con il suo nome inglese, social treasure, ed è la carta #45 Tesoro Sociale, imparentata con #68 Regala a un Amico.

Il pezzo che merita più attenzione è quello sull’abbonamento gratuito incluso in Amazon Prime. Non è automatico: ogni mese devi rientrare e riattivarlo a mano. Marco lo spiega con un esempio, e la conseguenza è evidente: quel gesto obbligatorio riporta la persona sulla piattaforma dodici volte l’anno. È un #2 Appuntamento, cioè una meccanica che fissa un ritorno a data fissa, e il fatto che sia scomodo è esattamente il punto.

Poi ci sono le ricompense di potere. Chi ha accumulato punti può mettere in evidenza un proprio messaggio in chat perché lo streamer lo legga, far comparire domande in sovrimpressione, in certi canali persino comprare effetti che appaiono sullo sfondo della diretta. Marco tira la conclusione: “qui non sei spettatore passivo come nella televisione”. Lo #105 Spettatore è una carta del mazzo proprio perché guardare può essere un ruolo attivo, e il risultato combinato è un #99 Effetto Colla che tiene le persone davanti allo schermo.

Interessante anche l’onestà con cui i due ammettono di non essere il pubblico di riferimento. Marco dice di aver usato Twitch molto durante la pandemia e di averlo poi abbandonato, perché seguire una diretta impone i tuoi orari a quelli di qualcun altro e lui preferisce il video registrato su YouTube (#67 Tempo Reale/Asincrono). È la differenza che decide se un formato funziona per te o no, e non ha niente a che vedere con quanto è ben progettato.

Cosa è successo dopo

Nel 2023 quasi tutte le meccaniche che Marco descrive erano riservate a chi aveva raggiunto lo status di Affiliato o Partner. Il 13 maggio 2026 Twitch ha annunciato “Monetization for All”: punti canale, abbonamenti, emote, badge e Bits sono stati aperti a tutti gli streamer, senza più la soglia. A inizio giugno sono stati abbassati anche i requisiti per diventare Affiliato, da otto a quattro ore di diretta e da cinquanta a venticinque follower.

C’è poi un ribaltamento che vale la pena raccontare. Prime Gaming, il programma Amazon che regalava l’abbonamento mensile, come marchio non esiste più: è stato assorbito in Amazon Luna alla fine del 2025. L’abbonamento gratuito mensile a un canale Twitch, però, è sopravvissuto al proprio contenitore, e Twitch lo ha confermato pubblicamente ricordando agli utenti di usarlo. La meccanica dell’appuntamento mensile che Marco descriveva è più longeva del prodotto che la ospitava.

Quarta gemma, Edoardo: quattromila mosaici nascosti, e un’app per fotografarli

L’ultima gemma è la più bella da raccontare, e apre con un’immagine: un mosaico a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

L’autore è Invader, artista francese che da circa vent’anni installa di nascosto piccoli mosaici pixelati nelle strade delle città, ispirati ai videogiochi degli anni Ottanta: Space Invaders prima di tutto, ma anche Pac-Man e Super Mario. Li chiama un’invasione pacifica. Al momento della puntata Edoardo conta “più di 4.083 mosaici sparsi in 81 città”, un numero che dà la misura di quanto sia sistematico: nel gennaio 2020 erano 3.858 in 79 città, e da allora il progetto ha continuato a crescere, con una nuova ondata su Londra a dicembre 2025.

Il mosaico nello spazio esiste davvero. L’Agenzia Spaziale Europea lo raccontò nel marzo 2015: a trovarlo e sistemarlo a bordo fu l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti.

La parte che riguarda noi è l’app. FlashInvaders permette di fotografare i mosaici che incontri per strada e collezionarli (#15 Collezionare), trasformando opere fisiche in una raccolta digitale (#21 Phygital). Ogni pezzo vale un punteggio diverso a seconda di quanto è difficile da raggiungere, tra i dieci e i cento punti (#135 Livelli di Difficoltà), e c’è una #51 Classifica aggiornata in tempo reale, argomento su cui abbiamo una guida intera.

Sul sito si vede scorrere il flusso delle fotografie appena scattate nel mondo (#57 Newsfeed). Edoardo lo guarda in diretta e commenta: “6 secondi fa, 10 secondi fa”, e dal buio delle immagini deduce che a Parigi è notte.

Il progetto funziona perché i mosaici non stanno nei luoghi ovvi (#49 Oggetto Nascosto). Sono in angoli poco visitati, e questo trasforma l’app in una #109 Caccia al Tesoro a cielo aperto (di come si costruisce ne parliamo qui) che spinge le persone a girare città che credevano di conoscere (#25 Libera Esplorazione). Il mosaico sulla Stazione Spaziale è il caso limite: fotografabile solo quando ti passa sopra la testa, ed è l’oggetto più raro dell’intera collezione (#121 Scarsità).

Attorno a tutto questo è nata una comunità (#30 Appartenenza) che fa una cosa che nessuno le ha chiesto: aiuta l’artista a riparare le opere danneggiate (#60 Potere Collettivo). Ed è qui che Edoardo, di sfuggita, dice la frase che il tempo avrebbe fatto diventare importante: le opere “vengono rubate anche, purtroppo, in giro per il mondo”.

Cosa è successo dopo

Quell’inciso di mezza frase è diventato un caso giudiziario.

I furti sono continuati e si sono organizzati: nel 2024 sono stati segnalati a New York, e i pezzi staccati dai muri hanno cominciato a comparire sul mercato. Nel settembre 2025 la casa d’aste Julien’s Auctions ha messo in vendita quindici mosaici attribuiti a Invader in un’asta dedicata alla street art. L’artista ha fatto causa negli Stati Uniti sostenendo che fossero stati staccati dai luoghi in cui li aveva installati senza il suo consenso, e danneggiati nel processo. Tra i pezzi contestati, due installati a Tokyo nel 2014, cinque in Francia nel novembre 2024 e uno dei primissimi, del 2000, a Parigi.

Il 25 settembre 2025 un tribunale ha accolto la richiesta e ha ordinato alla casa d’aste di ritirare tutti e quindici i lotti dal catalogo. La causa contesta violazione del diritto d’autore e dei diritti morali dell’artista.

Vale la pena vedere cosa è successo dal punto di vista del design. Il sistema di Invader è costruito perché le opere restino dove sono e valgano in quanto raggiungibili: il punteggio dell’app premia chi si sposta, non chi possiede. Staccare un mosaico dal muro non lo rende solo rubato, lo rende inutilizzabile per il gioco che gli sta attorno, perché nessuno potrà più fotografarlo lì. La comunità che ripara le opere e i ladri che le rivendono stanno reagendo allo stesso oggetto in due modi opposti, e il primo comportamento è quello che l’artista aveva progettato.

Le Tue Prossime Missioni

  • ✅ Base: Leggi l’articolo
  • 💡 Facile: Iscriviti alla community di ProjectFun (gratuita) e impara ogni settimana a coinvolgere le persone con le meccaniche di gioco
  • 🎯 Medio: la prossima volta che un servizio ti chiede di fare qualcosa di scomodo per ottenere un vantaggio (riattivare a mano un abbonamento incluso, installare un’app per saltare una fila, tornare domani per non perdere una serie), fermati un attimo e chiediti chi ci guadagna da quella scomodità. A volte è solo un limite tecnico, a volte è progettata: le due cose si distinguono da quanto è facile ricordarsene.
  • 🚀 Difficile: pensa a un comportamento che vorresti ottenere dalle persone e che oggi non ottieni, e prova a scriverlo in un prompt come fa Marco all’inizio della puntata: chi sono le persone, in che contesto agiscono, quali vincoli non puoi violare, in che formato vuoi la risposta. Poi guarda cosa torna indietro con l’occhio del progettista, non dell’utente: quali proposte reggono, quali sono ovvie e quali avresti buttato subito. Il valore dell’esercizio non è la lista che ottieni, è accorgerti di quali vincoli non avevi saputo esprimere.

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Marco Segatto & Edoardo Parisi
Co-Fondatori di ProjectFun

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