Vuoi rendere più coinvolgente un corso, un sito, un evento, la formazione della tua azienda o la lezione di domani, e stai cercando lo strumento giusto per farlo. Il problema non è trovare un’app di gamification: è che ne esistono a decine e servono a cose molto diverse. Alcune fanno gareggiare una platea dal vivo, altre aggiungono punti e badge a un sito, altre ancora costruiscono interi mondi da esplorare. Sceglierne una a caso, o quella di cui parlano tutti, è il modo più veloce per restare delusi.

Questa è la guida che avremmo voluto trovare noi. Non un elenco alla rinfusa, ma una selezione ragionata e aggiornata, organizzata per esigenza: per ogni strumento trovi cosa fa, come lo usi concretamente in chiave gamification, per chi è ideale, i pro, i contro e se ha un piano gratuito. La firma è quella di ProjectFun, la più grande community italiana dedicata alla gamification: da anni progettiamo esperienze coinvolgenti e proviamo strumenti, e qui abbiamo messo quello che conta.

Prima di tutto, la definizione che tiene insieme tutto il resto: la gamification è il processo di introdurre meccaniche di gioco in contesti non ludici per raggiungere un obiettivo. La conseguenza pratica, che ripeteremo perché è la cosa più importante di questa pagina, è che la gamification non la fa lo strumento: la fa l’obiettivo. Il tool si sceglie dopo aver deciso quale comportamento vuoi favorire, mai prima.

Una nota di trasparenza, prima di iniziare

Questa selezione non nasce da accordi commerciali. Non guadagniamo un euro da questa pagina, nessun link è sponsorizzato o in affiliazione, e nessuna azienda ci ha pagato per comparire in lista. Gli strumenti sono qui solo perché li riteniamo davvero utili per esigenze diverse. L’unico che abbiamo costruito noi sono le PlayAble Cards, il mazzo di meccaniche che ProjectFun ha progettato insieme a Fabio Viola: te lo diciamo apertamente, così sai come leggere quel consiglio. Restano una delle opzioni, accanto a molte altre, non la risposta.

La tabella: quale strumento per quale esigenza

Una mappa veloce prima di entrare nel dettaglio. Nessuno strumento è “il migliore” in assoluto: dipende da cosa devi fare, da dove sono le persone che vuoi coinvolgere e da quanto vuoi metterci le mani.

StrumentoA cosa serveIdeale perCosto
KahootQuiz a gara dal vivoAule, eventi, formazioneFreemium
MentimeterSondaggi e quiz interattiviWorkshop, presentazioniFreemium
AhaSlidesQuiz e sondaggi live con classificheChi cerca un’alternativa gratuitaFreemium
myCredPunti e ricompense su WordPressSiti, community, e-commerceGratis + add-on
GamiPressBadge, punti e classifiche su WordPressSiti che vogliono un sistema completoGratis + add-on
WP Optin WheelRuota della fortuna per lead e venditeE-commerce e raccolta contattiFreemium
XperiencifyCorsi online gamificatiChi crea e vende corsiA pagamento
GametizeSfide e missioni per community e teamAziende, engagement, campagneFreemium
GetUupBenessere ed engagement aziendaleHR e cultura d’impresaA pagamento
GamindoFormazione aziendale gamificata con AIFormazione in aziendaA pagamento
Minecraft EducationEsperienze di apprendimento in un mondo 3DScuola e formazione immersivaA pagamento (licenza)
AI e vibe codingCostruire app ed esperienze gamificatePrototipi rapidi senza programmareVari (spesso freemium)
GatherSpazi virtuali interattiviEventi e team building onlineFreemium
PlayAble CardsProgettare la gamification (mazzo di meccaniche)Ideazione e brainstormingA pagamento
Kit per giochi da tavoloPrototipare esperienze fisicheFormazione e team building dal vivoA pagamento
Carta e pennaSchizzare meccaniche e percorsiChiunque, in fase di progettazioneGratis

Coinvolgere dal vivo: quiz, aula ed eventi

Sono gli strumenti più immediati e più famosi. Trasformano una lezione, un meeting o un evento in una gara leggera, con domande, classifiche e punteggi in tempo reale. Costano poco, si imparano in dieci minuti e l’effetto sul gruppo si vede subito.

Kahoot

Kahoot trasforma un ripasso o un briefing in una gara: i partecipanti rispondono da smartphone a domande a scelta multipla, una classifica si aggiorna dopo ogni risposta e la musica alza la tensione. Nella pratica lo usi così: un’azienda per fissare le regole di sicurezza alla fine di un corso, un insegnante per ripassare prima di una verifica, un relatore per risvegliare la sala dopo pranzo. Il suo tratto distintivo è la spinta competitiva immediata, quel podio finale che fa alzare la voce anche agli adulti più restii. La meccanica che sfrutta è la classifica, abbinata a un conto alla rovescia che mette urgenza a ogni domanda.

  • Ideale per: formazione e lezioni dal vivo, eventi, team in presenza o in videochiamata.
  • Pro: semplicissimo da creare e da giocare, riconoscibile, coinvolge da subito.
  • Contro: dà il meglio dal vivo e in gruppo, molto meno in autonomia; nel piano gratuito alcune modalità e il numero di giocatori sono limitati.
  • Costo: freemium.

Mentimeter

Mentimeter allarga il raggio rispetto al solo quiz: dentro una presentazione inserisci sondaggi dal vivo, nuvole di parole, scale di valutazione, domande aperte e classifiche a cui il pubblico risponde in tempo reale dal telefono. Lo usi quando vuoi coinvolgere e raccogliere opinioni, non solo far competere: aprire un workshop misurando cosa pensa la sala, far emergere dubbi in forma anonima, chiudere un incontro con un sondaggio di gradimento. Il suo tratto distintivo è l’equilibrio tra gioco e ascolto: la componente ludica c’è, ma al servizio della conversazione.

  • Ideale per: workshop, presentazioni, riunioni e formazione dove conta anche il feedback.
  • Pro: versatile, elegante, ottimo per far parlare un gruppo.
  • Contro: la spinta competitiva è meno marcata di Kahoot; le funzioni avanzate sono a pagamento.
  • Costo: freemium.

AhaSlides

AhaSlides è la terza via, spesso la più conveniente: mette insieme quiz, sondaggi, nuvole di parole, ruota della fortuna e modalità a squadre, con classifiche che accendono la competizione. Nella pratica fa quasi tutto quello che fanno Kahoot e Mentimeter, ed è la scelta naturale se hai gruppi piccoli o vuoi partire senza spendere. Il suo tratto distintivo è proprio il piano gratuito generoso, che arriva fino a 50 partecipanti con le funzioni principali già incluse.

  • Ideale per: chi cerca un’alternativa completa e a basso costo per aule, eventi e formazione.
  • Pro: tutto in uno, piano gratuito ampio, facile da usare.
  • Contro: meno diffuso, quindi trovi meno quiz già pronti e meno tutorial in giro.
  • Costo: freemium (gratis fino a 50 partecipanti).

Gamificare un sito o un e-commerce (WordPress)

Se il tuo terreno di gioco è un sito, WordPress ti permette di aggiungere meccaniche direttamente lì, con dei plugin. È il modo per premiare chi si registra, chi commenta, chi acquista o semplicemente chi torna.

myCred

myCred è un sistema di punti e ricompense: decidi quali azioni vuoi incentivare (iscriversi, lasciare una recensione, completare un acquisto, tornare ogni giorno) e assegni punti che l’utente può accumulare e trasformare in vantaggi. Lo usi, per esempio, per costruire un programma fedeltà su un e-commerce o per premiare i membri più attivi di una community. Il suo tratto distintivo è la flessibilità: il cuore è gratuito e collega quasi ogni azione a una ricompensa.

  • Ideale per: siti WordPress, community e WooCommerce che vogliono un sistema di punti su misura.
  • Pro: gratuito nel nucleo, potente e adattabile a mille scenari.
  • Contro: per le funzioni avanzate servono add-on a pagamento e un po’ di configurazione iniziale.
  • Costo: gratis, con estensioni a pagamento.

GamiPress

GamiPress parte dalla stessa idea di myCred ma spinge di più su badge, classifiche e livelli, con un sistema a “regole” in cui componi la logica un pezzo alla volta: assegna 10 punti quando un utente completa un corso, sblocca un badge dopo tre acquisti, fai salire di livello chi partecipa alla community. Il suo tratto distintivo è proprio questa modularità a blocchi, che lo rende adatto sia a un blog sia a un sito di formazione strutturato.

  • Ideale per: chi vuole un sistema di gamification completo (punti, badge, livelli, classifiche) su WordPress.
  • Pro: molto completo, gratuito nel nucleo, si integra con e-commerce e piattaforme di corsi.
  • Contro: la potenza si paga in tempo di configurazione; all’inizio può intimidire.
  • Costo: gratis, con estensioni a pagamento.

WP Optin Wheel

WP Optin Wheel è più mirato degli altri due: è una ruota della fortuna che il visitatore fa girare per vincere uno sconto o un contenuto, in cambio della sua email. Lo usi su un e-commerce per aumentare le iscrizioni alla newsletter e spingere il primo acquisto, sfruttando la sorpresa e la sensazione di aver vinto qualcosa. Il suo tratto distintivo è la specializzazione: fa una cosa sola, la conversione tramite gioco, e la fa bene, con slice configurabili, uso come pop-up o dentro la pagina e integrazione con gli strumenti di email marketing.

  • Ideale per: e-commerce e siti che vogliono raccogliere contatti e aumentare le conversioni.
  • Pro: installazione rapida, effetto immediato sulle iscrizioni, versione gratuita disponibile.
  • Contro: è una singola meccanica, non un sistema di gamification completo; da dosare per non stancare.
  • Costo: freemium.

Gamificare corsi e formazione

Chi crea corsi conosce il vero problema della formazione online: non è iscrivere le persone, è far sì che arrivino alla fine. Qui la gamification non è un vezzo, è ciò che tiene incollati fino all’ultima lezione.

Xperiencify

Xperiencify è una piattaforma per creare e vendere corsi costruita apposta attorno alla gamification. Non aggiunge punti e badge come decorazione: al centro ha un motore che reagisce in tempo reale a ciò che fa lo studente, sbloccando ricompense a sorpresa, messaggi di celebrazione, contenuti bonus, e che sa persino richiamare con un’email chi si è fermato. Lo usi quando il tuo obiettivo dichiarato è il tasso di completamento, cioè quante persone finiscono davvero. Il suo tratto distintivo è proprio questo: la gamification è il prodotto, non un’aggiunta, e combina punti esperienza, livelli, celebrazioni e senso di urgenza.

  • Ideale per: creator, formatori e aziende che vendono o erogano corsi online e vogliono più completamenti.
  • Pro: gamification integrata e curata, pensata per la motivazione a lungo termine.
  • Contro: a pagamento, e la ricchezza di funzioni richiede tempo per essere sfruttata bene.
  • Costo: a pagamento (con demo gratuita).

Una nota storica utile: per anni, per la gamification in classe, il riferimento è stato Classcraft, il gioco di ruolo che trasformava la gestione della classe in un’avventura con personaggi e punti esperienza. È stato però dismesso a metà 2024 e il suo successore ha cambiato natura e pubblico, quindi oggi non lo consigliamo più tra gli strumenti attivi: lo citiamo solo perché lo troverai ancora nominato in molte guide non aggiornate.

Piattaforme per team e aziende

Quando le persone da coinvolgere sono decine o centinaia e l’obiettivo è di lavoro (onboarding, formazione, vendite, benessere), servono strumenti più strutturati, spesso con dashboard e metriche per chi gestisce.

Gametize

Gametize è una piattaforma per costruire esperienze fatte di sfide e missioni: crei un percorso in cui le persone completano attività (rispondere a un quiz, scattare una foto, scansionare un QR code, fare una previsione), guadagnano punti e riscattano premi, mentre commentano e si sfidano in classifica. Lo usi per l’onboarding di nuovi assunti, per una campagna di engagement o per animare una community. Il suo tratto distintivo è la velocità: allestisci una campagna white-label in pochi minuti, con le meccaniche già pronte.

  • Ideale per: aziende e organizzazioni che vogliono coinvolgere community, clienti o dipendenti con sfide.
  • Pro: si parte in fretta, mobile e web, molte meccaniche già integrate.
  • Contro: il risultato dipende da quanto bene progetti le sfide; lo strumento da solo non basta.
  • Costo: freemium (con piani enterprise).

GetUup

GetUup affronta un tema diverso dagli altri: il benessere e l’engagement delle persone dentro un’organizzazione. Usa meccaniche di gioco (sfide, ricompense, obiettivi da raggiungere) per stimolare abitudini sane e comportamenti allineati ai valori aziendali, e restituisce all’HR delle metriche sul clima interno. Lo usi quando l’obiettivo non è vendere di più ma far stare meglio le persone e ridurre il turnover. Il suo tratto distintivo è l’incrocio tra gamification e wellbeing, un terreno che pochi presidiano.

  • Ideale per: reparti HR e aziende che lavorano su cultura, benessere e retention.
  • Pro: unisce coinvolgimento e benessere, con dati utili per chi gestisce le persone.
  • Contro: è una soluzione per organizzazioni, non ha un piano gratuito; va introdotta con un progetto.
  • Costo: a pagamento.

Gamindo

Gamindo è una realtà italiana, con base a Treviso, specializzata nella formazione aziendale gamificata. Con il suo Gamindo Builder trasformi un contenuto formativo, anche partendo da un semplice PDF, in un percorso a gioco con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, scegliendo tra decine di meccaniche (classifiche, livelli e altre) e distribuendolo poi nel tuo sistema di formazione. Lo usi quando devi far apprendere qualcosa a molti dipendenti senza annoiarli. Il suo tratto distintivo è la velocità con cui l’AI genera l’esperienza e il fatto di essere pensato per il mondo della formazione, con clienti anche di grande nome.

  • Ideale per: aziende e società di formazione che devono gamificare corsi e contenuti interni.
  • Pro: generazione rapida con AI, italiano, integrazione con i sistemi di formazione aziendali.
  • Contro: orientato alle organizzazioni, non al singolo utente; a pagamento.
  • Costo: a pagamento.

Costruire esperienze e mondi gamificati

Questi non sono “software di gamification” in senso stretto, ed è un punto importante: sono strumenti creativi che diventano gamification a seconda di come li usi. È qui che si costruiscono le esperienze più memorabili, quelle in cui non ci si accorge di stare imparando.

Minecraft Education

Minecraft Education è la versione didattica del videogioco a blocchi più venduto di sempre: un mondo aperto dove costruire, esplorare e programmare. In sé è un ambiente, non un sistema di gamification, ma nelle mani giuste diventa il cuore di un’esperienza. Lo usi per far imparare facendo: costruire un mondo per capire come funziona un data center sostenibile, ricostruire una città storica per studiarla dall’interno, superare sfide di codice per imparare a programmare. Chi lo prova lo ricorda perché non “studia”: gioca, e giocando impara. Ne abbiamo visto diversi esempi concreti nella puntata su come Microsoft usa la gamification.

  • Ideale per: scuola, formazione e laboratori, con bambini, ragazzi ma anche adulti.
  • Pro: coinvolgimento altissimo e possibilità quasi illimitate; si impara costruendo.
  • Contro: richiede una licenza e un minimo di dimestichezza per allestire un mondo davvero utile.
  • Costo: a pagamento (licenza per scuole e organizzazioni).

L’AI e il vibe coding

Fino a poco tempo fa, costruire anche una piccola app gamificata richiedeva un programmatore. Oggi, descrivendo a parole quello che vuoi a un’intelligenza artificiale (quello che si è iniziato a chiamare “vibe coding”), puoi ottenere il prototipo di un quiz, di un sistema a punti o di un mini-gioco senza scrivere una riga di codice. Lo usi per passare in fretta dall’idea a qualcosa di testabile, per validare una meccanica prima di investirci. Il suo tratto distintivo è l’abbattimento della barriera d’ingresso: chiunque può prototipare. Il rovescio della medaglia è che il risultato va sempre rifinito e verificato, non è mai pronto così com’è. Ne abbiamo parlato a fondo nella puntata su Lovable e il vibe coding. Se invece cerchi il quadro completo, dal prompt alla messa online, lo trovi nella nostra guida per creare giochi con l’AI.

  • Ideale per: prototipare rapidamente esperienze gamificate senza saper programmare.
  • Pro: velocità e costi bassi per arrivare a una bozza funzionante.
  • Contro: serve rifinire, testare e mettere in sicurezza; non sostituisce la progettazione.
  • Costo: variabile, molti strumenti sono freemium.

Gather

Gather è uno spazio virtuale in cui ti muovi con un avatar in una mappa a blocchi, e quando ti avvicini a qualcuno si apre la sua webcam: è un incrocio tra un piccolo videogioco e una videochiamata. Lo usi per eventi, onboarding o team building online che sembrano un mondo da esplorare, con stanze a tema, oggetti interattivi che avviano video o giochi, e aree dove ci si ritrova. Il suo tratto distintivo è che ricrea gli scambi informali, quelli davanti alla macchinetta del caffè, che una normale videochiamata cancella del tutto. Ne ha parlato anche Fabio Viola nella puntata su gamification, turismo e metaversi.

  • Ideale per: eventi virtuali, team da remoto, community e onboarding a distanza.
  • Pro: ricrea la socialità e l’esplorazione che mancano alle call tradizionali.
  • Contro: allestire uno spazio curato richiede tempo; le funzioni piene stanno nei piani a pagamento.
  • Costo: freemium.

Progettare la gamification, prima ancora del digitale

C’è un errore che vediamo spesso: aprire un’app prima di aver deciso cosa costruire. In realtà la gamification si progetta a monte, e per progettarla gli strumenti migliori non sono digitali. È la fase più importante e la più saltata.

Le PlayAble Cards

Le PlayAble Cards sono un mazzo di carte in cui ogni carta è una meccanica di gioco: servono a progettare, non a eseguire. Quando hai un obiettivo ma non sai quali meccaniche usare, sfogli il mazzo, peschi anche carte fuori dai tuoi schemi abituali e le combini finché non nasce un’idea che sta in piedi. Le usi da solo per sbloccare la creatività, o in gruppo per dare a tutti lo stesso linguaggio, anche su una lavagna digitale. Come dicevamo nella nota di trasparenza, è l’unico strumento che abbiamo costruito noi, quindi prendi il consiglio per quello che è: una delle opzioni di progettazione, accanto persino a un semplice foglio di carta. Qui trovi come funziona il mazzo.

  • Ideale per: la fase di ideazione, prima di scegliere qualsiasi tecnologia; workshop e brainstorming.
  • Pro: fanno emergere meccaniche a cui non avresti pensato e danno un metodo condiviso.
  • Contro: sono uno strumento di progettazione, non costruiscono nulla al posto tuo.
  • Costo: a pagamento (il mazzo).

Un kit per creare giochi da tavolo

Pedine, dadi, carte bianche, plance modulari: un kit per prototipare giochi da tavolo serve a costruire con le mani un’esperienza fisica, come un percorso di formazione, un team building o un gioco per un evento. Lo usi quando vuoi testare le meccaniche prima di digitalizzarle, o quando l’esperienza vive meglio attorno a un tavolo che dentro uno schermo. Il suo tratto distintivo è la fisicità: tocchi le regole, le cambi al volo, vedi subito se un’idea funziona.

  • Ideale per: formazione e team building dal vivo, prototipazione di esperienze fisiche.
  • Pro: immediato da modificare, coinvolgente, non richiede tecnologia.
  • Contro: se l’obiettivo finale è digitale, va poi tradotto; non scala su grandi numeri.
  • Costo: a pagamento (i materiali).

Carta e penna

È lo strumento più sottovalutato e, spesso, il primo da usare. Schizzare su un foglio un sistema di punti, una barra di avanzamento o la mappa di un percorso costa nulla ed è il modo più rapido per capire se un’idea sta in piedi prima di costruirla. Lo usi all’inizio di ogni progetto, per pensare senza i vincoli di un software. Il suo tratto distintivo è la libertà totale: nessun menù, nessun limite, solo la tua idea che prende forma.

  • Ideale per: chiunque, nella primissima fase di progettazione.
  • Pro: gratuito, immediato, senza barriere.
  • Contro: è un punto di partenza, non un prodotto finito.
  • Costo: gratis.

Come scegliere lo strumento giusto

Con così tante opzioni, il rischio è la paralisi. Cinque domande ti portano allo strumento giusto molto più in fretta di qualsiasi classifica.

  • Qual è l’obiettivo? Prima di tutto, quale comportamento vuoi favorire: far finire un corso, tornare più spesso, iscriversi, collaborare. Senza questo, ogni strumento è quello sbagliato.
  • Dove sono le persone? In aula, su un sito, dentro un’app, in azienda, a un evento. Lo strumento deve vivere dove vivono loro.
  • Dal vivo o in autonomia? Un quiz a gara funziona in gruppo e in tempo reale; un sistema di punti su un sito lavora giorno dopo giorno, da solo.
  • Quante competenze tecniche hai? Alcuni strumenti sono no-code e pronti in minuti, altri chiedono configurazione. Sii onesto su quanto tempo puoi metterci.
  • Che budget hai? Molti strumenti hanno un piano gratuito più che sufficiente per iniziare; le piattaforme aziendali richiedono un investimento. Parti dal gratuito quando puoi, e paga solo quando serve davvero.

Scenari: da dove partire, caso per caso

Per rendere tutto concreto, ecco gli abbinamenti che consigliamo più spesso, a seconda di chi sei.

  • Sei un insegnante o formatore: per ripassare e coinvolgere in aula parti da Kahoot o AhaSlides; per far vivere un argomento, Minecraft Education; per progettare l’attività, carta e penna.
  • Hai un sito o un e-commerce: per premiare azioni e fidelizzare usa myCred o GamiPress; per raccogliere contatti e spingere il primo acquisto, WP Optin Wheel.
  • Ti occupi di formazione aziendale: per i corsi guarda Xperiencify e Gamindo; per sfide e onboarding, Gametize; per benessere e cultura, GetUup.
  • Organizzi un evento o un team building: dal vivo, Kahoot, Mentimeter o AhaSlides; online, Gather.
  • Parti da zero con un’idea: prima di ogni app, progetta con le PlayAble Cards, un kit da tavolo o un semplice foglio. Il digitale viene dopo.

L’errore da non commettere: lo strumento prima dell’obiettivo

È la trappola più comune, e la ripetiamo perché è quella che rovina la maggior parte dei progetti di gamification. Ci si innamora di una meccanica (“mettiamo i badge”, “facciamo una classifica”) e poi si cerca un problema a cui applicarla. Funziona al contrario: prima decidi quale comportamento vuoi favorire, poi ti chiedi perché oggi le persone non lo fanno (quasi sempre la risposta è che l’azione è poco chiara, poco visibile o poco gratificante nel momento in cui la compi), e solo alla fine scegli lo strumento e la meccanica che risolvono quel problema. Un badge appiccicato a caso non coinvolge nessuno; una meccanica scelta per un motivo preciso sì.

Aiuta anche capire chi hai davanti, perché le persone si coinvolgono in modi diversi e la stessa meccanica motiva uno e lascia indifferente un altro. Ne parliamo nella guida sulle tipologie di giocatori.

Domande frequenti

Esistono tool di gamification gratuiti?

Sì, molti. Kahoot, Mentimeter, AhaSlides e Gather hanno piani gratuiti adatti a iniziare; su WordPress, myCred, GamiPress e WP Optin Wheel sono gratuiti nel loro nucleo. E carta e penna, che restano uno strumento di progettazione validissimo, non costano nulla.

Serve saper programmare per gamificare qualcosa?

No. Quasi tutti gli strumenti di questa guida sono no-code: si configurano da un’interfaccia, senza scrivere codice. E con l’AI e il vibe coding oggi puoi persino prototipare una piccola app partendo da una descrizione a parole.

Qual è il tool migliore per la scuola?

Dipende dall’obiettivo. Per ripassare e coinvolgere in classe, Kahoot o AhaSlides; per far vivere un argomento in modo immersivo, Minecraft Education. Attenzione alle guide che consigliano ancora Classcraft: nella sua forma storica è stato dismesso nel 2024.

Che differenza c’è tra un tool di gamification e un serious game?

Un tool di gamification aggiunge meccaniche di gioco a un contesto che gioco non è (un corso, un sito, un evento). Un serious game è invece un vero e proprio gioco creato per uno scopo che va oltre l’intrattenimento. Se vuoi approfondire, abbiamo una guida dedicata ai serious game.

Da dove inizio se non ho mai gamificato niente?

Non da un’app. Parti da un foglio: scrivi l’obiettivo, cioè il comportamento che vuoi favorire, e una sola meccanica che potrebbe aiutarti. Solo dopo scegli lo strumento che la mette in pratica. Se vuoi vedere come funziona nella realtà, dai un’occhiata ai nostri esempi di gamification.

Ti serve una mano?

Scegliere lo strumento è la parte facile: il difficile è progettare l’esperienza che ci sta attorno, cioè decidere quali comportamenti favorire e con quali meccaniche. Se hai un obiettivo in mente e non sai da dove partire, o vuoi un occhio esterno sul tuo progetto, scrivici: raccontaci cosa vuoi ottenere e vediamo insieme come muoverci. Puoi farlo da questo modulo, senza impegno.

In sintesi

Non esiste il “miglior tool di gamification” in assoluto: esiste quello giusto per il tuo obiettivo. Per coinvolgere dal vivo parti da Kahoot, Mentimeter o AhaSlides; per un sito WordPress da myCred, GamiPress o WP Optin Wheel; per team e aziende da Gametize, GetUup o Gamindo; per costruire esperienze da Minecraft Education, l’AI o Gather; e per progettare, dalle PlayAble Cards, da un kit da tavolo o da un semplice foglio. Qualunque strada scegli, ricordati la regola che vale più di tutta questa lista: lo strumento viene dopo l’idea, mai prima.

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