Scopri le ultime innovazioni in ambito tech e sulla gamification con Gerardo Volpone di Microsoft. Dalle prospettive offerte dalla realtà mista di Hololens, passando per le infinite possibilità dell’intelligenza artificiale, fino all’esplorazione di come Microsoft integra la gamification nei suoi prodotti usati da miliardi di persone in tutto il mondo.
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📺 INDICE VIDEO
00:00 Presentazioni iniziali
04:20 Realtà aumentata e mista (Hololens)
09:15 Intelligenza Artificiale (Potenzialità, applicazioni, tool)
15:53 Come viene usata la gamification in Microsoft?
19:15 Microsoft Viva (Wellness Aziendale)
22:30 Security (Learn Cloud Games)
24:00 AI e blockchain come tool per la gamification
30:00 Minecraft Education (Casi d’uso, esempi, cos’è)
39:00 Microsoft Rewards (Loyalty)
44:34 Innovazione in Azienda
47:40 Come non perdersi tra le innovazioni
50:50 Libro consigliato e saluti finali
🔗 LINK PUNTATA
Libro consigliato (Hit refresh.) – https://amzn.to/4d1FqJx
Microsoft Viva – https://www.microsoft.com/it-it/microsoft-viva
Learn Cloud Games (Security) – https://learn.microsoft.com/en-us/training/cloud-games
Hololens (Visore) – https://www.microsoft.com/it-it/hololens
Minecraft Education – https://education.minecraft.net/it-it
Microsoft Rewards – https://www.microsoft.com/en-us/rewards/about
🎙OSPITI
Gerardo Volpone – https://www.linkedin.com/in/gerardovolpone/
Edoardo Parisi – https://www.linkedin.com/in/edoardoparisi/
Marco Segatto – https://www.linkedin.com/in/msegatto/
Riassunto puntata (generato con AI)
Microsoft è una delle poche aziende che puoi incontrare in una giornata qualsiasi senza accorgertene: il browser che apri, il pacchetto Office che usi al lavoro, la console di tuo figlio, il gioco più venduto della storia. In questa puntata abbiamo chiesto a Gerardo Volpone, Technology Strategist per il settore pubblico e Sustainability Community Lead per l’Italia in Microsoft, dove si nasconde la gamification dentro un’azienda di quelle dimensioni.
Gerardo è arrivato preparato: invece di raccontare un caso, ha scomposto il mondo Microsoft in sei aree e ci ha portato dentro una alla volta. Ne è uscita una rassegna di esempi molto concreti, dalla formazione sulla sicurezza informatica alla ricostruzione di un quartiere di Beirut.
Diverse meccaniche che trovi qui sotto corrispondono a una carta delle PlayAble Cards, il nostro mazzo di meccaniche di gioco: te le segnalo tra parentesi, accanto a ognuna.
Le sei aree in cui Microsoft incontra la gamification
La mappa che Gerardo ha usato divide l’offerta in sei blocchi: Modern Work (la collaborazione, da Office a Teams), Business Applications, Security, infrastruttura e cloud, Digital & App Innovation, e infine Data & AI. A questi si aggiunge tutto il mondo consumer: Edge, Bing, MSN, Xbox, LinkedIn, Minecraft.
Il punto interessante è che la gamification non è distribuita in modo uniforme. Secondo Gerardo si concentra soprattutto in tre posti: gli strumenti di collaborazione, la formazione sulla sicurezza e il programma a punti rivolto ai consumatori. Nell’area dati e intelligenza artificiale, invece, il ruolo è diverso: lì Microsoft non usa la gamification, la abilita, mettendo in mano a chi progetta strumenti per costruirla.
Microsoft Viva: il benessere aziendale trattato come un’app per la salute
Da una ricerca interna che definiva le caratteristiche di un’organizzazione ad alte prestazioni, è emerso che accanto a resilienza e produttività c’è un terzo parametro: l’ingaggio, cioè quanto le persone si sentono parte di una comunità. Viva è lo strumento che Microsoft ha costruito attorno a questa idea.
Funziona così: ti arriva periodicamente un riepilogo che ti dice quanto tempo hai passato in riunione, quanto poco ne hai dedicato al lavoro concentrato, quanto hai collaborato con i colleghi (#23 Analytics). Prima ti fa una fotografia, poi ti dà i consigli per migliorare, usando #1 Distintivo, #61 Barra di Progresso e suggerimenti per fare i complimenti a chi lavora con te.
Durante la puntata è venuto fuori il paragone che riassume meglio il tutto: Viva sta al benessere lavorativo come un’app per il fitness sta alla salute fisica. Stesso meccanismo, stesso modo di trasformare dati in obiettivi.
Due componenti meritano attenzione. Viva Goals porta gli obiettivi aziendali dentro una barra di avanzamento e implementa il metodo OKR (Objectives and Key Results). Viva Engage è invece un social network interno, con storie e community: Gerardo lo usa per tenere viva la comunità sulla sostenibilità, e ammette anche il limite di questo approccio, cioè che mantenere ingaggiata una community su un tema specifico resta un lavoro costante, non un automatismo che parte da solo.
Sul lato Business Applications esistono poi strumenti per costruire percorsi gamificati dentro i processi aziendali, per esempio nelle risorse umane, tracciando punteggi e #51 Classifica. La differenza rispetto a Viva è la personalizzazione: qui costruisci il percorso come vuoi tu, mentre Viva arriva già confezionato.
Sicurezza informatica: un serious game al posto del corso obbligatorio
È l’esempio che Gerardo ha indicato come il migliore che abbia trovato in tutto l’ecosistema, e capisci perché appena lo racconta.
La formazione sulla sicurezza è, per ammissione dello stesso Gerardo, uno di quegli argomenti che rischiano di essere noiosi. La soluzione è un percorso che ti fa entrare, attraverso una storia a fumetti (#72 Storytelling), dentro un’organizzazione che ha subito un attacco informatico. Da lì devi capire chi è stato l’hacker e da dove è entrato, risolvendo enigmi (#124 Puzzle) e superando sfide che ti mettono in mano gli strumenti di analisi veri.
Il risultato è un serious game che ti insegna a usare software reali dentro uno scenario credibile, invece di elencarti buone pratiche in una slide. Il link al percorso è tra le risorse dell’episodio.
Sulla stessa linea c’è Microsoft Learn, la piattaforma di formazione, costruita anch’essa su distintivi e avanzamenti visibili.
Minecraft Education: dal mondo dei data center alla ricostruzione di Beirut
Qui l’entusiasmo di Gerardo diventa evidente, e per sua stessa ammissione in azienda lo prendono in giro perché ne parla in continuazione.
Minecraft è uno dei giochi più venduti di sempre, ed è essenzialmente un mondo di blocchi dove puoi costruire qualsiasi cosa e programmare comportamenti. La versione Education Edition sfrutta questa apertura per la didattica, ed è tutta costruita su contenuti creati dagli utenti (#122 UGC) e libertà di girare senza un percorso obbligato (#25 Libera Esplorazione).
Gli esempi citati nella puntata:
- Il mondo dei data center: lo esplori e capisci come si rende sostenibile un data center, dal ciclo dell’acqua al riciclo.
- Metapontum: la ricostruzione dell’antica Metaponto, realizzata in autonomia da un professore italiano per i suoi studenti e poi resa disponibile a chiunque.
- Una sfida sul prompt engineering: un mondo in cui impari a far funzionare bene l’intelligenza artificiale mentre giochi.
- Block by Block, il progetto delle Nazioni Unite che ha coinvolto oltre due milioni di persone. L’esempio che Gerardo racconta è Beirut dopo l’esplosione al porto: invece di far progettare la ricostruzione solo a esperti esterni, hanno messo Minecraft in mano agli abitanti, perché era abbastanza semplice da usare e loro erano gli unici a sapere davvero com’era quella zona.
C’è un ribaltamento che vale la pena notare, ed è emerso parlando dei mondi costruiti dagli studenti: quando chiedi a qualcuno di costruire un’esperienza su un argomento, sei costretto a impararlo a fondo, perché è l’unico modo per riuscire a spiegarlo. La costruzione diventa la verifica.
Nella stessa direzione va un progetto che Edoardo ha ripreso da un post di Fabio Viola: una sfida in cui degli studenti hanno costruito in Minecraft la scuola che si immaginavano, senza vincoli di fattibilità. Sono venuti fuori edifici in cui la natura faceva parte dell’architettura.
Microsoft Rewards: il programma che arriva a tutti
Se cerchi il caso di gamification più esteso di Microsoft, secondo Gerardo è questo, perché è l’unico che tocca chiunque usi i loro prodotti e coinvolge anche l’intero ecosistema di partner.
Il funzionamento è a punti (#64 Punti) guadagnati compiendo azioni sulle varie piattaforme. Dentro ci trovi:
- #55 Missioni giornaliere, di tipi molto diversi tra loro, comprese domande e #65 Quiz che non sono sempre legati ai prodotti Microsoft;
- #119 Chiuso a Chiave: alcuni contenuti restano bloccati fino alle missioni del giorno dopo;
- #133 Serie di Vittorie: per continuare ad accumulare devi tornare con continuità;
- #84 Premio Tangibile: i punti si riscattano in sconti, anche presso i partner, o in abbonamenti;
- l’integrazione con il sistema di ricompense di Xbox, che porta dentro anche i giocatori.
La parte più interessante è però un’altra: una quota dei punti si può destinare a organizzazioni non profit che scegli tu. È #50 Humanity Hero, la meccanica per cui l’azione che compi produce un beneficio per qualcun altro e non solo per te. Il messaggio che passa all’utente è che sta usando un prodotto, ne ricava un vantaggio, e intanto contribuisce a qualcosa.
Tutto questo poggia su un impianto di ricompense pensato per un ecosistema enorme, ed è proprio la scala a renderlo un caso da studiare.
Blockchain e tracciabilità: il problema di far scansionare un QR code la seconda volta
Nella sua esperienza precedente Gerardo si è occupato di tracciabilità di filiera con la blockchain, e ha raccontato un problema che chiunque lavori con l’engagement riconosce subito.
Sulla carta l’obiettivo era la trasparenza: scansioni il codice sul prodotto e scopri da dove viene (#21 Phygital). Nella pratica il problema vero era un altro, cioè convincere le persone a scansionare quel codice la prima volta e poi a farlo di nuovo. La risposta è stata mettere in fondo alla pagina di scoperta del prodotto un codice che, scansionando prodotti diversi, sbloccava ricompense successive sotto forma di token (#79 Moneta Virtuale) spendibili in sconti.
Da lì la conversazione si è allargata al modello play to earn e agli #138 NFT, e a un esperimento in una cittadina spagnola citato da Gerardo, dove seguire percorsi formativi sulla sostenibilità e fare la raccolta differenziata faceva guadagnare token utilizzabili come sconto sulle tasse comunali.
L’AI come acceleratore per chi progetta esperienze gamificate
Qui il discorso si sposta da “come Microsoft usa la gamification” a “come i suoi strumenti cambiano il lavoro di chi la progetta”. Gerardo cita una frase di Sam Altman, cofondatore di OpenAI, secondo cui saremmo vicini a un’azienda da un miliardo di dollari guidata da una sola persona, proprio perché questi strumenti permettono a un individuo di coprire ruoli diversi.
Applicato alla progettazione, significa produrre in fretta le bozze delle immagini e dei distintivi, le proposte di testo, i fogli di calcolo con i punteggi. Ma le due applicazioni più interessanti emerse nella puntata riguardano il prodotto finito, non la produzione:
- un’intelligenza artificiale che partecipa all’esperienza interagendo con le persone (#130 NPC);
- un sistema che adatta la difficoltà a come stai andando davvero, per tenerti nella zona di Flow, cioè in equilibrio tra sfida e capacità. È una cosa che si faceva anche prima con algoritmi fissi, ma con la generativa diventa molto più sottile, e si appoggia a #35 Personalizzazione, perché al sistema puoi dare informazioni sull’utente e fargli calibrare le risposte.
Sul fronte della realtà mista il ragionamento è simile. Parlando di HoloLens, che ha ormai quasi dieci anni e proietta ologrammi su lenti trasparenti invece di sostituire la vista con delle telecamere, è emerso l’esempio della formazione sui lavori pericolosi: ricrei l’incendio dentro un capannone, e man mano che superi le prove il visore fa comparire lo scenario successivo. Oppure imparare a usare una console da DJ senza comprarla, con il pulsante giusto che si illumina al momento giusto: sono #89 Micro Missioni con #135 Livelli di Difficoltà crescenti, appoggiate sopra un oggetto reale.
L’ostacolo all’innovazione non è la tecnologia
Alla domanda su cosa freni davvero l’innovazione, Gerardo non ha risposto parlando di strumenti o budget. Ha indicato due cose.
La prima è la cultura, e cita volentieri la frase secondo cui la cultura si mangia la strategia a colazione. La seconda è l’intraprendenza, l’attitudine a comportarsi da imprenditore anche dentro un’organizzazione grande. Su questo ha portato la sua storia: da stagista voleva a tutti i costi lavorare sulla blockchain, ha trovato un responsabile disposto ad ascoltarlo, e da lì è nata una struttura interna che ha finito per guidare.
È un punto che vale anche per la gamification. Le aziende molto grandi la trattano come uno dei pilastri del prodotto, mentre le realtà più piccole la vedono spesso come un cambiamento troppo impegnativo da avviare. La differenza, secondo questa lettura, non sta negli strumenti disponibili ma nel permesso di provare.
Risorse citate nella puntata
- Hit Refresh di Satya Nadella, il libro sulla trasformazione di Microsoft nell’ultimo decennio. È il consiglio di Gerardo, che sottolinea come il punto di partenza di quella trasformazione sia stato proprio la cultura.
- Watch Me Now, lo spot Microsoft del Super Bowl, portato da Marco. Ritmo veloce, persone diverse alle prese con attività diverse: motivante, anche se ha ricevuto critiche per aver semplificato troppo la fatica che sta dietro ai risultati.
- Il percorso di formazione sulla sicurezza, i mondi di Minecraft Education e il progetto Block by Block, i cui link trovi tra le risorse dell’episodio.
Da dove partire, se lavori in un’organizzazione grande
La tentazione, dopo una puntata così, è cercare lo strumento da comprare. Ma quasi tutti gli esempi raccontati da Gerardo partono da un punto diverso: qualcuno aveva un comportamento specifico da ottenere e ha cercato il modo di renderlo interessante. Far scansionare un QR code una seconda volta. Far finire un corso sulla sicurezza a chi lo rimanda da mesi. Far progettare un quartiere a chi ci abita.
Se vuoi provarci, comincia da lì: scegli un solo comportamento che oggi non avviene abbastanza spesso nella tua organizzazione, e prima di pensare a punti e distintivi chiediti perché le persone non lo stanno già facendo. Nella maggior parte dei casi la risposta non è che manca la ricompensa, ma che l’azione è poco chiara, poco visibile o poco gratificante nel momento in cui la compi. La meccanica giusta si sceglie dopo, e serve a risolvere quel problema lì.
Se vuoi approfondire come si porta la gamification dentro un contesto formativo, trovi una guida dedicata alla gamification a scuola, mentre per il lato aziendale puoi partire dalla guida sulla gamification nelle risorse umane.
Le Tue Prossime Missioni
- ✅ Base:
Leggi l’articolo - 💡 Facile: Iscriviti alla community di ProjectFun (gratuita) e impara ogni settimana a coinvolgere le persone con le meccaniche di gioco
- 🎯 Medio: scegli un prodotto Microsoft che usi ogni giorno (Teams, Bing, Xbox, Learn…) e prova a elencare le meccaniche di gioco che ci trovi dentro. Probabilmente sono più di quante immagini
- 🚀 Difficile: nella tua organizzazione scegli un solo comportamento che vorresti più frequente (finire un corso, segnalare un problema, aggiornare un dato). Prima di pensare a punti o badge, chiediti perché oggi le persone non lo fanno: quasi sempre l’azione è poco chiara, poco visibile o poco gratificante nel momento in cui la compi. Progetta l’intervento a partire da quel problema, non dalla ricompensa
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Marco Segatto & Edoardo Parisi
Co-Fondatori di ProjectFun
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